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Domande

Sono vegano, posso mangiare il miele?

Solitamente sui siti vegan si raccontano una serie di frottole relativamente alla produzione di miele. Ad esempio che produrre miele sarebbe uno sfruttamento delle api e che gli apicoltori durante le visite agli alveari schiaccerebbero api innocenti. Non solo, ma si fa spesso riferimento all’uso di sciroppi e altre forme di nutrizione delle api, giustificate dal “furto” di miele compiuto dagli apicoltori.
Si tratta per l’appunto di frottole! Gli apicoltori sin dall’epoca greco romana e ancor prima nell’antico Egitto si prendono cura delle api, non le uccidono. Cercano di garantire il loro benessere e la loro salute, minacciata piuttosto dall’uso indiscriminato di pesticidi in agricoltura. Senza l’ausilio dell’apicoltura non sarebbe possibile garantire l’impollinazione di numerose specie vegetali e dunque la produzione di frutta e verdura sarebbe minacciata notevolmente. Per queste ragioni noi condanniamo ogni facile criminalizzazione dell’apicoltura da parte del mondo vegan e continuiamo a pensare che il miele sia un prodotto del tutto compatibile con la filosofia vegana perché acquistando miele si finanzia la salvaguardia delle api e il rispetto dell’ambiente.

Si può essere allergici al miele?

Sebbene estremamente rari, possono esistere casi di allergia al miele. In realtà i sintomi allergici si sviluppano a causa di sensibilità verso polline o veleno delle api. In ogni caso se si è allergici al polline non lo si sarà conseguentemente anche al miele. Probabilmente i rari casi di allergia derivano da metodi di lavorazione del miele non “ordinari”.

Come riconosco un miele di qualità? 

L’Italia vanta metodi produttivi del miele con i più alti standard qualitativi rispetto al resto del mondo. Il miele viene prodotto dalle api in appositi “scomparti” dell’arnia chiamati melari. Qui la regina non riesce ad arrivare perché tra il nido e il melario viene apposta una griglia che consente il passaggio alle operaie ma non alla regina. Pertanto nei melari sarà raccolto solo miele e mai covata la cui presenza rischia di compromettere sapore e qualità del prodotto. Allo stesso tempo in Italia è vietato l’uso di antibiotici e in apicoltura biologica è vietato l’uso di acaricidi di sintesi (consentiti invece in apicoltura convenzionale). Un miele di qualità risponde anzitutto a quanto riportato in etichetta, in secondo luogo subisce pochi passaggi dall’alveare al vasetto e non viene sottoposto al trattamento termico per risultare liquido in ogni periodo dell’anno.

Cos’è il millefiori e perché ci sono mieli di un’unica essenza floreale?

Il millefiori non è una “miscela” di mieli differenti, bensì un miele raccolto in uno specifico lasso di tempo e in un solo areale dalle api. Ad esempio quando in primavera ci sono numerose fioriture concomitanti le api decidono da quali fiori raccogliere il nettare che diventerà miele e laddove le fioriture sono molteplici saranno i vari nettari raccolti naturalmente dalle api a dar vita ad un millefiori. Naturalmente non esiste “un” millefiori e il millefiori non è il “miele classico” o il “miele normale”, ma un miele che racconta il territorio forse meglio dei mieli monoflora. Questi ultimi infatti vengono prodotti spostando gli alveari su fioriture specifiche (ad esempio sugli agrumi a metà aprile). Mediamente in 15 giorni le api raccoglieranno nettare di quella specifica fioritura che diverrà un miele uniflorale. Per garantire la rispondenza fra miele ed etichetta noi effettuiamo analisi polliniche sui nostri mieli al fine di verificare che le api abbiano raccolto il miele riportato in etichetta.

COLAZIONE CON LE API

Colazione con le api

COLAZIONE SENZA LE API

Colazione senza le api